Fare Rete a Scuola

FARE RETE A SCUOLA

Attività di orientamento scolastico per adolescenti stranieri,di informazione e consulenza per i genitori, di recupero dello svantaggio linguistico, di educazione interculturale.

Dallo scenario alle motivazioni

Il progetto nasce da una analisi fatta dalla nostra Associazione insieme con l’Associazione BABELE ONLUS e il Centro Antiviolenza LiberaMente, coinvolgendo alcuni docenti di scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado di Pavia e provincia sui problemi di disagio che spesso emergono e alimentano il fenomeno della dispersione scolastica. Lo scopo primario è di prevenire e arginare questo fenomeno mediante la costruzione di percorsi orientativi ed educativi in grado di favorire negli alunni motivazione, apprendimento consapevole e una corretta capacità autovalutativa delle proprie attitudini ed abilità.
Le proposte che le scuole offrono da un punto di vista culturale ed educativo non sempre riescono a far fronte a tutti i bisogni degli alunni, e soprattutto per alcune fasce è necessario seguire strategie che spesso non sono proprie della scuola, in senso tradizionale.
Compiti sempre più innovativi vengono chiesti alla professionalità docente che deve saper gestire l’eterogeneità dovuta alle competenze differenziate dei gruppi classe, oggi accentuate dal multiculturalismo e plurilinguismo per la presenza sempre più consistente di studenti stranieri. Inoltre esistono problematiche sociali, come la presenza di maltrattamento domestico, di cui spesso i docenti non sono a conoscenza, che inficiano direttamente il rendimento e il comportamento dell'alunno in classe.
La scuola è l’ambito in cui i minori italiani e non trascorrono la maggior parte del loro tempo, quello in cui le opportunità formative si intrecciano alla creazione delle relazioni con i pari e al percorso personale di crescita e sviluppo della personalità.
Fondamentale è, quindi, creare con le scuole sinergie e collaborazioni in modo da favorire tali percorsi di crescita e di integrazione.

Le specificità dei tre soggetti coinvolti nel progetto sono tali da poter attivare interventi rivolti ad un’ampia fascia d’età e di rispondere a esigenze di particolari casi di disagio, quali quelli legati a problematiche di violenza oppure causate dall’essere studente straniero neo arrivato con scarsa o nulla padronanza della lingua italiana.

IL COINVOLGIMENTO DEL DEL CENTROANTIVIOLENZA

Per interventi nella Scuola Primaria:
Il Centro Antiviolenza LiberaMente ha iniziato ad occuparsi dal 2008 in modo diretto di minori vittime di violenza assistita, figli delle donne che si rivolgono al Centro.
Per violenza assistita intrafamiliare si intende: “Tutti gli atti di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale ed economica compiuti su figure di riferimento o su altre figure – adulte o minori - affettivamente significative di cui il/la bambino/a può fare esperienza direttamente (quando la violenza avviene nel suo campo percettivo), indirettamente (quando il/la bambino/a è a conoscenza della violenza) e/o percependone gli effetti” (Luberti e Pedrocco Biancardi, 2005), definizione fornita dalla Commissione di Studio del Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l'Abuso all'Infanzia (CISMAI, 1999).
L'esigenza di creare percorsi specifici di sostegno per questi minori nasce dal fatto che la maggioranza delle donne porta in accoglienza la storia e la sofferenza dei propri figli, che assistono quotidianamente ai vari tipi di violenza (fisica, psicologica, economica e sessuale) che la madre subisce. Nel 2008 sono state accolte 182 donne, italiane e migranti, di cui l'89% aveva figli in età scolare. Nel corso del 2009 sono state accolte 223 donne, madri di 324 minori, di cui il 69% ha assistito a differenti episodi di violenza domestica. L'età media dei minori si assesta intorno agli otto anni e mezzo, pertanto parliamo di bambini e ragazzi abbastanza piccoli, la cui maggioranza frequenta la scuola elementare. La consapevolezza dell'importanza di intervenire a sostegno di questi bambini nasce dal riconoscimento delle conseguenze che la violenza produce sugli stessi, sia a breve che a lungo termine. Infatti, studi accreditati (Luberti e Pedrocco Biancardi, 2005) dimostrano come gli effetti causati dalla violenza assistita siano paragonabili a quelli conseguenti all'aver subito il maltrattamento in modo diretto.
I disagi che i minori manifestano sono molteplici e vengono espressi, in modo differente, in tutti i contesti in cui il minore stesso interagisce. Nella maggioranza dei casi la scuola elementare diviene il luogo elettivo di manifestazione del disagio. Le problematicità si presentano nel rendimento, ma anche nel comportamento e in modalità relazionali disadattive con i pari e con le figure adulte di riferimento. La scuola elementare, inoltre, è un ambiente molto differente rispetto a quello con cui i bambini si sono sempre rapportati, in quanto pone richieste specifiche e più strutturate e comporta un incremento costante delle risorse cognitive da impiegare. Una conseguenza che si riscontra nel tempo è la disaffezione verso lo studio e la partecipazione alle attività didattiche, legata ad una diminuzione di motivazione e di interesse. La difficoltà percepita nell'affrontare le problematicità scolastiche e il malessere nell'ambito relazionale, nella costruzione di una buona socialità con i pari e con gli insegnanti, inficiano ulteriormente il rendimento dei minori. Le criticità emergono in ambiti didattici differenti e la prestazione inferiore alle proprie capacità cognitive ha spesso un effetto diretto sul piano emotivo-comportamentale.
Le ridotte prestazioni scolastiche dipendono dal fatto che i bambini non riescono a stimare la difficoltà del compito da affrontare, le energie e le risorse da utilizzare e tendono a sovrastimare i prodotti del proprio studio. Gli insegnanti rilevano difficoltà nell'organizzazione delle attività di studio: i bambini spesso non riescono a svolgere i compiti in modo autonomo e richiedono l'affiancamento di un adulto anche quando non lo necessitano. In questo senso le carenze didattiche non sono dovute alla presenza di deficit cognitivi, ma alle scarse competenze meta-cognitive sviluppate dai bambini. Nell'ambiente scolastico si manifestano alcune problematiche comportamentali evidenti: sono minori che vengono descritti come apatici e svogliati, che mantengono uno scarso livello attentivo e di interesse e adottano comportamenti opposti, che disorientano i docenti.
Il Centro Antiviolenza LiberaMente realizzerà all'interno del Progetto unLABORATORIO DI RAFFORZAMENTO ALLO STUDIO PER ALUNNI DELLA SCUOLA PRIMARIA PROVENIENTI DA SITUAZIONI FAMILIARI CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI VIOLENZA DOMESTICA
Con l'obiettivo di:
• Offrire ai minori vittime di violenza assistita uno spazio protetto in cui potersi relazionare e confrontare con le proprie problematicità.
• Garantire percorsi individualizzati che permettano di prevenire e ridurre i casi di insuccesso scolastico, attraverso azioni mirate di supporto didattico e di sviluppo dell'autonomia.
• Individuare un metodo di studio soddisfacente e applicare strategie meta-cognitive che siano efficaci per strutturare l'attività di studio quotidiana.
• Sperimentare relazioni positive con figure adulte di riferimento che accompagnano i minori per tutta la durata del progetto.
• Favorire la costruzione di relazioni rispettose e supportive all'interno del gruppo dei pari, stimolando il confronto e la reciprocità tra i minori presenti.
• Sensibilizzare i contesti scolastici e sociali alle problematicità e ai disagi causati dalla violenza assistita.