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BANDO DI CONCORSO PER MESSAGGI PUBBLICITARI
"Alla Prossima Scendo"

La Cooperativa LiberaMente, Centro antiviolenza di Pavia, in occasione dell’8 Marzo 2010
indice il concorso per messaggi pubblicitari

“Alla Prossima Scendo”

Il concorso è finalizzato al lancio di una campagna di sensibilizzazione sul tema della violenza alle donne, da realizzare mediante messaggi pubblicitari da affiggere sui mezzi di trasporto pubblico della città di Pavia.
I vincitori del Concorso vedranno i loro scritti affissi all'interno degli Autobus di Pavia come locandine pubblicitarie tra il 10 Maggio e il 10 Giugno 2010

Regolamento del concorso

Art. 1
Il concorso è aperto a tutti.
La partecipazione è da intendersi totalmente gratuita e i partecipanti si faranno carico delle eventuali spese relative alla consegna degli elaborati.

Art. 2
Sono ammessi al concorso testi costituiti da un massimo di 25 parole, nei quali, nella forma di una piccola storia, vengano particolarmente evidenziati:
la “normalità” della violenza nella vita quotidiana
l’ambiguità di comportamenti ritenuti accettabili
le complicità di cui gode la violenza
il relativismo con cui la violenza viene osservata e giudicata

Art. 3
Coloro che sono interessati al presente bando hanno la possibilità di partecipare ad un incontro in cui verranno ulteriormente spiegate le finalità del concorso e i criteri con cui vanno costruiti i testi. Tale incontro si terrà presso la sede della Cooperativa, c.so Garibaldi 37/b, Pavia, il giorno 22 Marzo ore 21.00

Art. 4
I partecipanti al concorso dovranno presentare i testi entro e non oltre il 20 Aprile 2010. Gli elaborati potranno essere consegnati a mano direttamente alla sede della Cooperativa LiberaMente, c.so Garibaldi 37/b, 27100 Pavia, o spediti con raccomandata A/R al medesimo indirizzo (in questo caso farà fede la data del timbro postale).

Art. 5
I testi devono essere presentati stampati, non vengono accettati testi scritti a mano. Devono essere in quadruplice copia, contenuti all’interno di una busta chiusa. All’interno della busta deve essere inserita un’altra busta chiusa con il nome, cognome, indirizzo, telefono, eventuale mail del partecipante.

Art. 6
I testi saranno valutati da una Giuria composta da due membri interni alla Cooperativa e un membro esterno. Il giudizio della Giuria è insindacabile. Tra tutti i testi presentati ne verranno selezionati 5, che verranno proclamati vincitori del concorso. I vincitori verranno avvisati personalmente entro e non oltre il 30 Aprile 2010. La proclamazione ufficiale dei vincitori verrà fatta nella prima settimana di maggio all’interno di un evento pubblico aperto a tutta la cittadinanza, nel corso del quale verrà illustrato il significato della campagna pubblicitaria e commentato il materiale raccolto attraverso il concorso.

Art. 7
Tutti i testi presentati, anche quelli non risultati vincitori, non verranno restituiti. La Cooperativa mantiene la disponibilità su tutti i testi pervenuti e si riserva di utilizzarli a sua discrezione anche per eventuali iniziative future, concordando con i singoli estensori se vogliono comparire come autori oppure no.

Art. 8
I partecipanti al concorso accettano di aderire incondizionatamente a tutte le clausole del presente bando.

Art. 9
Ai sensi dell’art.13 del D.lgs del 30 giugno 2003 n.196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, si informano i partecipanti che i dati richiesti per l’iscrizione al presente concorso, saranno utilizzati esclusivamente per gli scopi previsti dal concorso stesso e saranno oggetto di trattamento svolto con o senza l’ausilio di sistemi informatici, nel pieno rispetto della normativa sopra citata.

8 MARZO AL CENTRO ANTIVIOLENZA

Una giornata di incontro, circolazione di pensieri, proposte e progetti.

Dalle 11.00 alle 19.00
SPAZIO DI LIB(e)RO SCAMBIO

Contro la crisi delle idee, barattiamo riflessioni, emozioni e desideri!

Ti aspetta un banchetto davanti alla nostra sede, in Corso Garibaldi 37/b, dove potrai prendere gratuitamente un libro e in cambio lasciarne un altro.
Sul libro che lasci potrai lasciare un tuo commento, per condividerlo con altri,
e lo stesso troverai sul libro che prendi.

Ma non basta.
Stiamo preparando un blog perché i pensieri messi in moto dall’incontro e dalla lettura diventino una corrente continua in circolazione per la città.
E se l’idea ti piace mettiamo anche a disposizione la nostra sede per gruppi di lettori che desiderano incontrarsi…
Ma tante altre iniziative vogliamo presentarti se verrai a trovarci, ad esempio il concorso aperto a tutti per i nuovi messaggi pubblicitari.
Vero che hai già qualcosa in mente?

ore 18.00
APERITIVO PER TUTTI!

perché con o senza mimose l’8 marzo non può essere dimenticato

Il progetto "Fai sentire la tua voce!"

  Fai sentire la tua voce!

Una rete per prevenire e contrastare la violenza contro le donne

Sostienici!

  Sostienici!

Come sostenere il centro

Storia dei centri antiviolenza

Storia dei centri Antiviolenza

  • 1975: delitto del Circeo: la violenza contro le donne diventa tema politico generale
  • Comincia la stagione dei processi per stupro con i tentativi delle donne di costituirsi parte civile. Nasce il Tribunale 8 Marzo
  • 1976: a Roma le donne occupano uno stabile in via del Governo Vecchio che diventa la prima casa delle donne e il primo centro antiviolenza in Italia
  • A Bruxelles nasce il primo Tribunale internazionale per i crimini contro le donne
  • A Roma sfilano migliaia di donne per “riprendiamoci la notte”, per rivendicare il diritto di uscire libere senza avere paura
  • 1979: il movimento delle donne presenta una proposta di legge popolare contro la violenza sessuale
  • Nascono i primi telefoni Rosa e le case di accoglienza
  • Si passa alla costituzione dei Centri in cui si può uscire dalla violenza grazie alla relazione tra donne
  • All’estero esistevano già case per le donne sia di ascolto che di accoglienza: Inghilterra, Svezia, Germania, Svizzera, Belgio, Austria, Irlanda
  • L’esperienza dei centri delle donne fa emergere che gli stupri di strada sono una minoranza e che il grosso delle violenza è tra le mura domestiche
  • Il lavoro dei centri attira l’attenzione dell’opinione pubblica anche sulle forme più sottili tipiche della sfera privata
  • I centri si sono sviluppati alla fine degli anni ’80 in maniera autogestita attraverso forme di associazionismo no profit e di volontariato
  • Attualmente in Italia ci sono più di 100 centri e circa 30 case di accoglienza che accolgono migliaia di donne
  • Nella sola regione Lombardia vengono accolte ogni anno circa 2000 donne
  • I centri in Italia devono continuamente lottare per la loro visibilità e per il loro riconoscimento e non riescono ad ottenere finanziamenti dignitosi dalle istituzioni
  • Da due anni c’è un progetto di legge per il sostegno finanziario dei centri antiviolenza da parte dello stato che giace in parlamento